Cos'è la non fiction per bambini e perché è fondamentale per costruire conoscenza

Bambina che osserva un libro di non fiction illustrato
Foto di Gloria Carraro

La non fiction per bambini è davvero solo un insieme di informazioni?

La non fiction per bambini comprende tutti quei libri che raccontano, descrivono o spiegano aspetti della realtà.

Animali, piante, storia, geografia, arte, archeologia, scienza, tecnologia, corpo umano e fenomeni naturali diventano oggetto di osservazione e narrazione.

A differenza della narrativa, che costruisce mondi immaginari, la non fiction prende come punto di partenza il mondo reale.

 

Tuttavia, sarebbe riduttivo considerarla una semplice raccolta di fatti.

Ogni libro nasce infatti da una serie di scelte:

    • quali informazioni selezionare;

    • come organizzarle;

    • quali immagini utilizzare;

    • quali relazioni evidenziare;

    • quali domande suggerire al lettore.

 

Per questo motivo la non fiction non può essere considerata soltanto un contenitore di dati. È anche una forma di interpretazione della realtà.

 

 

Oltre l'idea di libro informativo

Una delle convinzioni più diffuse è che la non fiction serva esclusivamente a insegnare qualcosa che il bambino ancora non conosce.

In questa prospettiva, il libro diventa un mezzo per apprendere nozioni: il nome dei pianeti, il funzionamento del corpo umano o la storia di una civiltà antica.

Si può però osservare che molti libri di non fiction fanno qualcosa di diverso.

Non offrono soltanto risposte.

  • Invitano a osservare.
  • Mettono in relazione fenomeni differenti.
  • Favoriscono confronti.
  • Suggeriscono nuove domande.

Un libro sugli alberi, ad esempio, non parla solamente di botanica. Può aiutare il lettore a osservare il paesaggio in modo diverso.

 

Un libro dedicato agli animali non racconta soltanto come vivono alcune specie. Può portare a riflettere sugli ecosistemi, sulle relazioni tra gli esseri viventi e sui cambiamenti dell'ambiente.

In questa prospettiva, la conoscenza non appare come qualcosa di già concluso, ma come un processo in continua costruzione. 

 

Partire dai bambini

Per comprendere l'importanza della non fiction può essere utile partire dai bambini.

Fin dai primi anni di vita osservano, sperimentano e formulano ipotesi sul mondo.

Le loro domande spesso riguardano aspetti concreti della realtà:

  • Perché il cielo cambia colore?

  • Come vive una formica?

  • Chi ha costruito questo castello?

  • Da dove arriva l'acqua che utilizziamo ogni giorno?

  • Che cosa esisteva prima di noi?

La curiosità non rappresenta un elemento marginale dell'infanzia.

Può essere considerata uno dei principali motori dell'apprendimento.

 

La non fiction sembra inserirsi proprio in questo spazio, offrendo strumenti per approfondire domande autentiche e costruire interpretazioni sempre più complesse del mondo.

 

Leggere per conoscere il mondo

Quando leggiamo una storia, entriamo in relazione con personaggi e vicende.

Quando leggiamo un libro di non fiction, entriamo in relazione con il mondo.

Possiamo seguire il lavoro di un archeologo, osservare il ciclo dell'acqua, comprendere il funzionamento di una città o esplorare la vita delle persone in epoche lontane.

La lettura assume così una funzione particolare.

Diventa un'esperienza di scoperta.

In un contesto caratterizzato da informazioni rapide e frammentate, il libro offre uno spazio di approfondimento e di connessione.

Permette di rallentare, di osservare, di collegare e di comprendere.

 

Il rapporto tra testo, immagini e lettore

Uno degli aspetti più interessanti della non fiction riguarda il dialogo tra linguaggi differenti.

Le immagini non svolgono soltanto una funzione decorativa.

Fotografie, illustrazioni, diagrammi, mappe e infografiche partecipano attivamente alla costruzione della conoscenza.

Spesso il lettore comprende un fenomeno proprio grazie all'interazione tra ciò che legge e ciò che osserva.

Una sezione anatomica, una linea del tempo o una mappa possono comunicare informazioni che il testo, da solo, non riuscirebbe a restituire con la stessa immediatezza.

Si può osservare come la lettura della non fiction richieda un continuo lavoro interpretativo.

Il bambino non segue semplicemente una narrazione lineare.

  • Esplora la pagina.
  • Confronta elementi.
  • Formula collegamenti.
  • Costruisce percorsi personali di lettura.

Il libro diventa così un oggetto da osservare oltre che da leggere.

 

Non fiction e pensiero critico

Un altro elemento particolarmente interessante riguarda il rapporto tra non fiction e pensiero critico.

Quando un libro mostra come viene costruita la conoscenza, il lettore può entrare in contatto con il processo stesso del sapere, non soltanto con i risultati.

Si può osservare che molti libri di qualità presentano prove, osservazioni, fonti e documenti.

Mostrano che conoscere significa interpretare, confrontare e comprendere relazioni.

In questo modo la lettura può diventare un esercizio di pensiero.

I bambini scoprono che sapere non coincide necessariamente con memorizzare informazioni.

Conoscere significa anche attribuire significati e costruire connessioni.

 

Perché la non fiction è fondamentale nell'infanzia

La rilevanza della non fiction non sembra dipendere soltanto dai contenuti che propone.

Ciò che appare particolarmente significativo è il modo in cui accompagna il desiderio di comprendere il mondo.

  • Può sostenere l'osservazione.
  • Può alimentare la curiosità.
  • Può favorire la costruzione della conoscenza.
  • Può contribuire allo sviluppo di forme di pensiero sempre più articolate.

Per questo motivo la non fiction non appare come una categoria marginale dell'editoria per l'infanzia, ma come una componente importante dell'esperienza di lettura.

Leggere non significa soltanto entrare nelle storie, significa anche imparare a leggere il mondo.

 

Uno spazio di osservazione sulla conoscenza

 

Questo blog nasce dall'incontro tra educazione, patrimonio culturale e libri di non fiction per l'infanzia.

 

Da anni progetto attività educative e percorsi di comunicazione legati al patrimonio archeologico e culturale*, collaborando con scuole, biblioteche e musei. Questo lavoro mi ha portata a osservare come bambini e bambine costruiscono conoscenza attraverso esperienze, oggetti, immagini e narrazioni. Da qui nasce l'interesse per la non fiction.

L'obiettivo di questo spazio non è proporre classifiche o indicare quali siano i libri migliori. Mi interessa osservare come questi libri costruiscono conoscenza e pensiero: come organizzano le informazioni, quale ruolo attribuiscono alle immagini, quali domande rendono possibili.

Analizzare la non fiction significa osservare il modo in cui i libri rendono il mondo leggibile.

Forse la domanda più interessante non riguarda ciò che un bambino può imparare da un libro di non fiction, io direi che, forse, riguarda il tipo di domande che quel libro rende possibile formulare. 

 

*A queste attività è dedicato il sito www.vivilarcheologia.it

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